Il Rospo nella stregoneria.

Le credenze popolari attorno ai rospi sono tante e variegate, ma sono vere? Da dove arrivano? Nel corso di una mia ricerca su questo animale particolare, è stato notato che il rospo viene sempre menzionato, dalle civiltà primordiali fino ad arrivare ai giorni nostri, sotto varie forme.

Nell’antico Egitto la dea Heket, la Dea-rospo (o Dea-Rana) assisteva le donne partorienti, rappresenta lo stadio germinale del grano e aiuta ogni giorno il sorgere del sole. Come dea della nascita e della fertilità, aveva un ruolo importante nel mito della morte e della rinascita del dio Osiride. Protettrice delle nuove vite, era invocata come protezione durante il parto o per difendere l’unità familiare e custodire la casa. Nel MedioEvo le streghe usavano i rospi per i loro infusi e per gli incantesimi, soprattutto quelli d’amore o di malocchio, e a questi animali venivano attribuiti oscuri e arcani poteri.
Una comune credenza attribuiva alle streghe la facoltà di trasformarsi in rospi; i rospi erano spesso gli “spiriti alleati” (famigli) di streghe e stregoni; ma ancora, troviamo il rospo sia come ingrediente delle pozioni magiche, sia nel recinto che precedeva lo spazio della cerimonia del sabba: questo recinto si trovava di solito nelle immediate vicinanze di un corso d’acqua o di uno stagno dove numerosi vivono i rospi.

Nella ricetta del famoso unguento delle streghe per volare , oltre a piante e altri animali, si trovano varie parti organiche della più comune specie di rospo.

Questa pratica era probabilmente ancora relativamente diffusa nel medioevo e praticato dalle seguaci di un antico ” Culto ” che la Chiesa bollò come “stregoneria”.
A questo punto, il rospo assume definitivamente la sua immagine di beniamino delle streghe, le quali lo tenevano al loro servizio e ne usavano principalmente la saliva, composto essenziale di una particolare miscela che avrebbe dovuto rendere invisibile chi ne avesse fatto uso. Le posteriori leggende sorte intorno ai Sabba, le riunioni delle Streghe, raccontavano come questi animali venissero vestiti di seta scarlatta, con piccoli berretti di velluto verde e minuscoli campanelli intorno al collo. Questo fattore ha portato a considerare il piccolo anfibio come un centro di accumulo di tutte le sostanze velenose: la sua “orina”, la sua traspirazione, il suo fiato, la sua ” saliva”, addirittura il suo “sguardo” era visto come pericolo mortale. Per capire meglio il ruolo sacro del rospo è necessario comprendere gli aspetti fondamentali che hanno portato alla formazione di un culto universale del rospo; tra i vari elementi possiamo sottolineare:

♦ l’assunzione del rospo, per la sua fecondità, come simbolo di “generazione”.

♦ l’assunzione del rospo come simbolo di “trasformazione” per la sua capacità di trasformarsi da girino (acquatico) in rospo (anfibio).

♦ l’identificazione del rospo con la strega.

♦ il carattere pscicoattivo della secrezione delle ghiandole e della pelle di alcune specie di Bufo e il conseguente uso di questa secrezione nelle pratiche magico-religiose precristiane.

Namastè.

🌛🌝🌜

— Arconte

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