La Civetta simbolo della Stregoneria.

La civetta è un piccolo e simpatico Strigidae che ha vissuto momenti di gloria e di amarezza nel suo rapporto con l’uomo. 

La nascita del termine strega.

La definizione di ” Strega ” deriva dal latino antico ” Strix ” o Strige che sta a significare uccello della notte, da qui ci si riferiva alla Civetta. Da tempi immemori la Civetta è stata considerata portatrice di sventura è cattivi presagi. Ma non è esattamente così. La strega è la donna che viaggia tra i mondi, nel tempo e nello spazio, ritornando con conoscenze ancestrali.

Questo connubio tra strega è Civetta le rese un intermediario fra i mondi, loro erano portatrici di messaggi dal mondo dei morti, o da altre realtà esistenti.

Simbologia della Civetta.

La civetta,insieme al gufo è in generale il rapace notturno per eccellenza, vede nell’oscurità, diventa attivo di notte, quando l’uomo, rilassato dal sonno, si abbandona al mondo onirico. E’ simbolo di magia, mistero e preveggenza per antonomasia ,nelle culture indiane d’America è la civetta che veniva definita anche come “l’aquila della notte”, in grado di vedere al di là dei limiti umani normali, anche attraverso l’oscurità la civetta si sente a suo agio, muovendosi nel silenzio più completo come divenisse parte dell’ambiente. Simbolo divino che rispecchia la dea Athena. Dea della sapienza con una Civetta appollaiata sulla sua spalla.

Chi possiede l’energia della civetta si interessa spesso all’esoterismo, alla magia, all’occultismo, a tutte quelle scienze occulte e misteriose che normalmente alle persone qualunque non interessano, sembra anche che sia impossibile mantenere un segreto in loro presenza perché riescono a sapere le cose in maniera quasi paranormale o arrivano a percepire  i pensieri delle altre persone senza problemi anche se per loro la cosa risulti normale alle altre persone chi non possiede l’energia della civetta porta non poca reverenza e timore.  Il nome scientifico dell’allocco (Strix Aluco) ha dato vita al nome italiano “strega”, al rumeno “strigoi” ed all’albanese shtriga. Non è un caso infatti che nell’immaginario comune i rapaci notturni appartenenti alla famiglia dei gufi,civette,allocchi barbagianni ecc erano diventati la compagnia tradizionale di streghe e stregoni, delle veggenti, degli indovini, che penetrano nelle tenebre dell’inconscio. Ecco come nacque il nome strega.

Alcune tradizioni.

Durante il periodo medievale la civetta è associata alla stregoneria: era credenza diffusa che le streghe si servissero di questi uccelli (considerati loro famigli, come il gatto, il rospo, la lepre è il caprone nero) per realizzare malvagi sortilegi. 

Le streghe pare avessero la capacità di trasformarsi in civette per girare indisturbate la notte in cerca di erbe velenose, per spiare le persone, per cacciare animali (soprattutto topi, rospi e pipistrelli) che sarebbero serviti loro per realizzare i loro filtri. 

Alcune parti del corpo delle civette, come ad esempio le piume, il cuore, le zampe, le ossa e gli occhi, vengono tuttora usate dalle streghe (e non solo) come potenti amuleti e talismani contro il malocchio è le negatività.

— Arconte

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