L’indumento della strega.

Nell’antica tradizione del culto delle origini, al di là di ciò che viene scritto nei libri è di come la strega viene rappresentata,come la nudità è lo stato consigliabile in cui invocare le divinità della natura. Sicuramente è vero che è la condizione più naturale in cui il corpo umano si possa trovare, ma la nudità rituale non è per tutti. Non se ne parla molto ma l’abito della strega è la strega stessa. Ma la strega è anche un mostro, la strega è un abominio. La strega è natura incarnata, libertà assoluta, divinità in un corpo animale. Non ha morale, agisce per sentire, non curante del bene è del male. La strega è la cagna che spunta dall’oscurità con occhi da lupo. Per poi ritirarsi nei boschi, la strega è oscena, custode della sapienza ancestrale colei che balla con il Caprone in un estasi di umori vaginali. 

Questo paragrafo dedicato al corpo della strega, a come questo corpo viene definito, identificato, tipizzato secondo stereotipie sessiste fra il 1450 e il 1650, che corrispondono grossomodo agli anni più bui della grande caccia. Il corpo della strega risulta essere di due tipologie: bianco, morbido, giovane, seducente è osceno oppure vecchio e decadente ma nello stesso tempo muscoloso come quello di un uomo, forte, con i lineamenti duri, la mascella maschile, il naso azteco. Corpi nella realtà incontrollabili, quindi, o per la loro eccessiva bellezza che ossessionava gli uomini ò per la loro immonda bruttezza da far accapponare la pelle.

La nudità rituale, nota anche con il nome di ” Skyclad ” ( vestirsi del cielo ) era una pratica propria della antica stregoneria, è solo dopo presa da altri gruppi neopagani è affini. Ma non tutte le streghe praticavano la nudità rituale, così nacque l’indumento della strega: in base al suo lavoro magico si scelse un colore come per le candele, ogni giorno corrispondeva ad un intento, ed ogni intento ad un indumento del colore appropriato è la sua energia vibrazionale. 

Alcuni indumenti:

Giallo: è un colore eccellente per chi pratica la divinazione. 

 ⭐ Viola: è preferito da quelli che lavorano con il potere divino puro o che vogliono approfondire la loro consapevolezza spirituale. 

Blu: è adatto per i guaritori e per quelli che lavorano con la loro consapevolezza psichica o per quelli che vogliono armonizzarsi con le energie nel Suo aspetto oceanico. 

Verde: dà forza a chi pratica erboristeria o attinge energia magica dalla natura.

Marrone: viene indossato da chi si armonizza con gli animali o gli empatici.

Bianco: simboleggia la purificazione e la spiritualità pura, ed è anche perfetto per i rituali di meditazione e pulizia. Si indossa nelle celebrazioni per la Luna Piena, o per armonizzarsi con le Dee. 

Arancione o Rosso: questi colori per gli indumenti che possono essere indossati nei Sabbat, per i riti d’amore e della passione. 

Nero: Gli indumenti neri sono molto popolari. Contrariamente ai fraintendimenti popolari, il nero non simboleggia il male. È l’assenza del colore. È una tonalità protettiva e simboleggia la notte, l’universo e la mancanza di falsità. Quando una strega indossa un indumento nero si veste dell’oscurità dello spazio profondo simbolicamente la fonte suprema dell’energia.

Alcune tradizioni:

– Per praticare la magia non avevano bisogno di vesti o altri indumenti particolari. Molte streghe si spogliavano del tutto: la nudità le aiutava ad astrarsi dal mondo sottile e non bruciarsi con le candele.

– Una spiegazione più convincente della nudità rituale nella stregoneria dice che è usata per il suo valore simbolico: la nudità mentale, spirituale, ed anche fisica di fronte alle Dee ed al Dio simboleggia l’onestà e l’apertura di una strega, la libertà assoluta.

– Le streghe erano solite fare bagni purificatori nei laghi e nei fiumi che diventavano veri è propri rituali: usavano le seguenti erbe a base di rosmarino, finocchio, lavanda, basilico, timo, issopo, verbena, menta, con un pizzico di radice di valeriana triturata.

– Fare il bagno durante la fase di luna nuova o calante in un fiume, durante la notte, scacciava il malocchio e le negatività.

— Arconte

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