10 Febbraio Luna del Corvo e dei Ghiacci.

Febbraio inizia con una splendida Luna crescente, che il 10 raggiungerà la sua pienezza con il nome di Luna del Corvo. Durante questa fase, Il freddo è ancora intenso e la neve ricopre le montagne, ma il sole inizia a diventare caldo e scioglie un po’ la neve, le giornate si allungano. La natura sembra ancora gelata, e le giornate sono corte, le ore del buio sono tante rispetto alla luce. Ma tutto si sta preparando per la futura esplosione di luce.

Perché si chiama luna del Corvo?

Presso la cultura celtica attribuivano le lunazioni dei nomi collegati ai loro animali di potere. Il Corvo è collegato alle dee della battaglia Babd, Morrigan, oltre agli dei Bran è Lugh. Diverse leggende narrano che le piume del Corvo fossero bianche. Questo particolare la legava simbolicamente al Dio Lugh considerato Dio della profezia. Il Corvo, suo animale prediletto, viene così considerato l’animale profetico per eccellenza.

– Presso i Celti le persone preposte alla divinazione, traevano auspici riguardanti il futuro osservando il volo dei corvi. Qui si pratica la divinazione.

Simbolo della conoscenza ancestrale il Corvo detiene la conoscenza suprema dell’intelletto, questa forma di potere eccelso non deriva soltanto dalla divinazione, ma dalla focalizazzione della conoscenza individuale sul piano spirituale.

Ma simboleggia anche l’essenza della guerra è della battaglia; le dee apparivano sul campo di battaglia  sotto forma di Corvo per incitare i guerrieri allo scontro, eccitare gli animi, ed accompagnare gli spiriti dei caduti Oltre i loro limiti umani.

Come operare in questa fase.

La lunazione del Corvo solitamente segue la festa di Imbolc che ci richiama a temi analoghi: gioia e voglia di vivere, purezza e biancore, infanzia e gioco. Anche il Carnevale arriverà tra poco, periodo di giochi e di allegria; come principio si ritorna alla potenzialità dell’infanzia o delle gemme che si apprestano a germogliare. 

 

 

 

 

L’energia adesso si sposta verso la superficie: è il momento della purificazione, alla quale seguirà la crescita: purificazione, sia essa fisica (diete, cure disintossicanti), mentale (meditazione, dare addio alle cattive abitudini), emotiva (è il momento per emergere dal lungo contatto invernale con gli aspetti più oscuri e bui della nostra personalità) o spirituale (guarigione).

 

 

 

 

 

 

I riti legati a questo tempo, oltre ad essere purificatori, hanno un forte carattere protettivo, e ci ricordano che è necessario difendere la vita, che debolmente si sta riaffacciando nel mondo.


Su un piano più “domestico”, mentre ognuno progetta il proprio radioso futuro, è anche un buon momento per prepararsi e dare una prima “areata” alla propria casa.

Alcuni riti per questa lunazione.

⭐ Incensi da utilizzare: Cedro, Alloro, Salvia, per la divinazione.

⭐ Colori per le candele: Bianco, arancio, viola, per ispirazioni è cambiamenti.

⭐ Erbe da utilizzare negli incanti: Mirra, Alloro, Salvia è Cardo. Per curarsi è purificarsi.

Un rituale: la danza del Corvo.

Prendiamo una musica che richiami gli antichi sciamani, una melodia che ci dona vibrazioni leggere, è immergiamoci nell’atmosfera. Tracciamo un cerchio con della polvere di carbone, molto protettivo è purificante. Accendiamo delle candele bianche, quante ne preferite Ora da dentro il cerchio danzante è non badate molto ai movimenti, lasciate che sia il corpo a muoversi lasciate fluire, aumentando le vostre vibrazioni, trovando uno stato di benessere e relax.

Indossate abiti bianchi per festeggiare l’innocenza e la gioia

– Decorare l’altare con fiori bianchi

– Tracciate il cerchio usando polvere di carbone

– Purificatelo usando della salvia

– Usate candele bianche

Finita la vostra danza ringraziate le vostre divinità, ricordo che come spiegato già nel rituale, il cerchio può essere chiuso lasciandolo dissipare tranquillamente, oppure camminando in senso antiorario entro il limite del cerchio, nel caso è stato usato il carbone in polvere per il cerchio come descritto si chiude tranquillamente raccogliendolo su di un coccio e gettarlo come materiale di scarto, su di un corso d’acqua oppure sotterrarlo a qualche centimetro da terra di fianco un vecchio albero di quercia.

— Arconte

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