Radioestesia con il Pendolo.

L’esercizio con il pendolo ci farà imparare ad acquisire il potere di entrare in comunicazione diretta con il nostro

subcosciente, dal quale otterremo preziose informazioni. I movimenti del pendolo saranno utilizzati per porre le domande e ricevere le risposte.
Il metodo del pendolo

 

Il pendolo è un oggetto leggero, una pallina, un anello, un oggetto appeso ad un filo di 12 o 17 centimetri di lunghezza. I radiestesisti hanno studiato e fabbricato diversi tipi di pendolo per avere una maggiore sensibilità nello strumento e una pronta risposta del subcosciente.

 

Il pendolo si utilizza appoggiando il gomito su di un tavolo, mettendovi sotto un fazzoletto piegato per evitare la molestia del duro al gomito stesso. Fra il pollice e l’indice si tiene la funicella del pendolo, che termina in un anellino di plastica. In questo modo lo strumento può muoversi liberamente. Esso può oscillare secondo quattro movimenti di base, e precisamente:

 

a)- Nel senso delle lancette dell’orologio (movimento destrorso).

b)- Nel senso contrario alle lancette dell’orologio (mov. Sinistrorso).

c)- Oscillazione da sinistra a destra.

d)- Oscillazione nella direzione del nostro corpo.

 

Il nostro subcosciente sceglierà il senso del movimento pendolare. Un movimento del pendolo significherà “sì”, l’altro “no”, il terzo può essere “non so” ed il quarto “non posso rispondere a questa domanda”. Quando il pendolo risponde nel quarto modo (osserviamo la figura 1), ossia in conformità a D, ci troviamo davanti ad una forma di resistenza del subcosciente. Il tal caso la risposta può essere importante.

 

Si può stabilire all’inizio una convenzione arbitraria sul significato di ciascun movimento del pendolo, ma è meglio lasciarlo stabilire al subcosciente. Si determina, in questo modo, una buona collaborazione fra la nostra ragione e il subcosciente che dimostrerà di ragionare e pensare.

 

Il pendolo funzionerà meglio se lo fisseremo con lo sguardo. Tenendolo per la funicella lo muoveremo volontariamente in ciascuna delle già indicate 4 direzioni (A, B, C, D) e poi, mantenendolo immobile, chiederemo quale posizione indichi il “sì”. Basta pensare a ciò mentalmente, senza dirlo.

Di solito il pendolo inizia le sue oscillazioni dopo qualche secondo, ma talora resta a lungo immobile e poi si avvia. Se tardasse ad oscillare, pensiamo con forza e più volte la parola “sì”. Ma attenzione a non muovere noi stessi il pendolo.

Questo deve oscillare spinto dai piccoli ed impercettibili impulsi nervosi dettati dal subcosciente. Insomma, deve muoversi di sua iniziativa. Se non si verifica alcun movimento, si ripete l’esperienza facendoci toccare da un radiestesista, o facendo porre le domande per determinare il significato dei 4 movimenti.

Una volta sicuri delle risposte, potremo procede alle diverse esperienze che vanno dalla ricerca delle malattie e dei rimedi, alla scoperta dell’acqua sotterranea o dei relitti archeologici, quali monete antiche e altre cose del genere. Senza dubbio la ricerca più interessante è quella sulle malattie e sulla vita dei defunti nell’Aldilà.

 

Le oscillazioni possono essere di debole ampiezza, ma generalmente formano un arco ben distinto. Questo metodo con il pendolo è la dimostrazione che il nostro subcosciente è capace di pensare, ragionare, scoprire e

controllare i movimenti muscolari. L’esercizio della radiestesia chiede una severa sorveglianza su noi stessi. Pochi attimi prima di iniziare l’esperimento vuotiamo la mente da ogni assillo e pensiero, respiriamo profondamente, estraniandoci da tutto, quindi fissiamo l’attenzione sul pendolo ed i suoi movimenti. L’autosuggestione può trarre in inganno con estrema facilità. È opportuno badare se si è mancini o normali. Il braccio generalmente usato è il destro, ma potrebbe andare meglio il sinistro se il soggetto fosse mancino.

 Esperimenti preliminari di controllo:

Una volta che si è stabilito come ci risponderà il pendolo dovremo esercitarci ogni giorno nelle controprove. Ecco uno degli esperimenti per verificare se si è radiestesisti, per vincere l’autosuggestione ingannatrice e per sviluppare il prodigioso dono radiestesico: prendiamo delle buste bianche pulite (ne bastano quattro).

 Prendiamo poi un pezzo di stoffa o una foglia d’albero qualsiasi facendone due pezzi: un pezzo lo metteremo in una busta e l’altro pezzo sotto il pendolo. Poniamoci con la faccia a nord. Sul tavolo disporremo le quattro buste mescolate fra loro in modo da non sapere dove si trova il frammento di foglia o di stoffa. Ora supponiamo che il pendolo sulla foglia giri destrorso.

 Bene, se avviciniamo una mano su una delle quattro buste, dove non c’è la stoffa nascosta il pendolo girerà

sinistrorso per dire che non c’è, ma riprenderà a girare destrorso sulla busta che avremo toccato o additato e dove effettivamente è nascosta la stoffa.

Se l’esperimento fallisce, vuol dire che non si è radiestesisti o che ci si è lasciati ingannare dall’autosuggestione. Nel primo caso bisogna esercitarsi per far maturare l’attitudine, farla sviluppare perché è latente in tutti, nel secondo caso si deve superare l’attitudine ai preconcetti.

 Siate tenaci, ripetete gli esperimenti. La respirazione ha la sua importanza: trattenete un attimo il respiro quando concentrate l’attenzione sul pendolo.

— Arconte

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